sabato 22 agosto 2009

Yogurt al naturale – fatto a casa

In India ero abituato a mangiare lo yogurt fatto a casa. Yogurt con le paranthe, il pane fresco e croccante arrostito con un po’ di olio, era il mio favorito per la colazione. Peccato che la crescente ciccia e il colesterolo non permettono più quei piaceri, se non raramente e adesso, mangio lo yogurt al naturale con i cereali.




Fare lo yogurt fresco a casa è semplice. Lo facciamo così in casa nostra:

(1) Fare bollire il latte: io preferisco usare il latte parzialmente scremato, quello a lunga conservazione, perché non voglio andare a cercare latte fresco ogni giorno. Con questo latte lo yogurt è meno solido ma è buono e ha pochi grassi.

Mia moglie preferisce usare il latte intero fresco. Lo yogurt fatto con questo latte è quasi solido e cremoso.

E’ importante far bollire il latte prima di fare lo yogurt. Veramente non ho mai sperimentato per verificare se lo yogurt si poteva fare anche con il latte non bollito. Mia madre diceva che far bollire il latte serve per pulirlo da molti altri microorganismi che vivono dentro, così i lactobatteri responsabili per la yogurtificazzione del latte hanno il campo libero per agire.

Noi lo facciamo quasi sempre di sera, prima di andare a dormire.

(2) Lasciate raffreddare il latte affinché è tiepido.

(3) Aggiungete 1-2 cucchiai di yogurt al naturale al latte mescolate bene. Usiamo lo yogurt al naturale comprato al supermercato – delle volte ho usato lo yogurt fatto con latte scremato, altre volte ho usato lo yogurt fatto con latte intero – con entrambi i risultati sono stati buoni. State attenti a non usare il “crema di yogurt” che contiene dolcificanti.

(4) Assicurate che latte tiepido si mantiene alla temperatura tiepida per almeno un paio di ore. In India, le notte estive sono tiepide per cui è sufficiente lasciare il contenitore con il latte tiepido al aperto.

In Italia, anche di estate, le notti possono essere più fresche, per cui lasciamo il contenitore dentro il forno o dentro il microonde per la notte.

Di inverno invece, avvolgiamo il contenitore dentro uno scialle di lana che aiuta a mantenere la temperatura ideale, e poi, li mettiamo dentro il forno normale o dentro il forno a microonde. Quando fa molto freddo, mia moglie preferisce accendere la luce dentro il forno normale sopra il contenitore, perché dice che così si mantiene meglio la temperatura.

(5) La mattina dopo lo yogurt è pronto per essere consumato.

Alla mattina, mia madre appena controllato che yogurt era pronto, ne prendeva un cucchiaio da parte da tenere in una coppetta per la sera, per fare altro yogurt, per non dover andare a comprare altro yogurt dal mercato. Secondo lei, una colonia di lactobatteri che si abituava a crescere e vivere a casa era diversa da quello comprato al mercato, e faceva lo yogurt migliore. Per questo motivo, se eravamo stati fuori casa per qualche girono, e al ritorno, non avevamo la nostra coppetta per fare nuovo yogurt, lei preferiva andare dai vicini per chiederli per un po’ del loro yogurt.




(6) Altri trucchi per fare uno yogurt migliore: In India si dice che lo yogurt si fa dentro un contenitore di terracotta perché permette il latte a respirare meglio. Penso che terracotta aiuta perché permette il passaggio all’acqua, e la sua evaporazione, per cui lo yogurt è più solido.

Comunque in Italia, non abbiamo contenitori di terracotta e usiamo le pentole normali.

Un altro trucco è quello di aggiungere un cucchiaio di Marzena al latte prima che bolle e mescolarlo bene. Lo yogurt sarà più cremoso e denso.

Vi sono altre ricette legate allo yogurt come la ricetta per fare il “mishti dai” (yogurt dolce) che si fa nelle famiglie bengalesi e che mi piace molto. Magari un giorno vi parlerò anche di quelle ricette.

Intanto buona fortuna per fare il vostro yogurt. Non dimenticate di farmi sapere se riuscite a farlo bene.

sabato 8 agosto 2009

Seppie al latte di cocco

Mentre ragionavo quale nome dare a questa ricetta, il mio primo pensiero era di chiamarla, "Sepie alla Madrasi". Madrasi, ciò è, una persona o qualcosa della città di Madras, la città sulla costa orientale del sud dell'India, oggi conosciuta con il nome di Chennai (il "ch" all'inizio della parola è un suono meta strada tra "ce" e "sce"). Una volta avevo cercato di spiegarlo ad una persona in India che non ha senso cambiare il nome della città, ma lui sosteneva che per gli abitanti del luogo, la città si chiamava da sempre Chennai, ma gli inglesi avevano deciso di chiamarla Madras e questo nome era solo un segno del colonialismo, per cui era meglio cambiarlo.

Avevo spiegato che in Europa, ogni paese decide come chiamare una città nella propria lingua e gli avevo fatto l'esempio di London che gli italiani chiamano Londra. Ma non c'era modo di convincerlo, forse perché dietro la parola "madrasi" stava un'altra ferita non nominata.

Da bambino avevo un amico Narayan, noi lo chiamavamo Nani. Quando qualche volta per scherzo, qualcuno lo chiamava "madrasi", Nani si arrabbiava molto. A Nuova Delhi, dove ero cresciuto, tutte le persone del sud dell'India erano "madrasi", non importava se venivano da Kerala o Karnataka o Andhra Pradesh, lontani centinaia di chilometri da Madras. Un po' come in Italia alcune persone usano la parola "marocchino", quando non è per dire che sei da Morocco ma è un modo di dire che "sei brutto, straniero, non gradito".

Le parole possono urtare, fare male. Forse dietro il desiderio degli abitanti di Madras di cambiare il nome alla propria città, stava una ferita così? Poi, se le persone degli altri paesi chiamano una città in un altro modo, può anche andare bene, ma se sono le persone del tuo stesso paese che insistono a usare un altro nome, come succede in India, forse si può capire il desiderio di non volere quel nome?

A proposito di parole che non mi piacciono c'è la parola, "extra comunitario". So che è solo una parola burocratica decisa dall'Unione Europea, ma come la si usa, diventa brutale perché ti toglie il diritto di sentirti parte della comunità dove hai scelto di vivere, escludendo la tua apartenenza.

Comunque, così ho deciso di non usare la parola "madrasi" nel titolo di questa ricetta! E ora dopo questa lezioncina sulla geografia sociale indiana, procediamo con la ricetta.

***
Ingredienti per 2-3 persone:

1 C di oilo, una cipolla rossa, due spicchi di aglio, 1 c di curcuma, 1 c di sale, 1 c di Barbecue masala (opzionale), 1 c di zucchero, un pizzico di peperoncino rosso (opzionale), 2 c di polpa di tamarindo, 150 cc di latte di cocco, 2 C di polpa di pomodoro, una manciata di coriandolo fresco (opzionale) e 250 gm di seppie lavate, pulite e asciugate.

Preparazione prima di iniziare la cottura:

Con un frullatore fate una pureé di cipolla e aglio.

Aggiungete un piccolo pezzo di tamarindo a un po' di acqua tiepida, staccate la polpa dai semi se necessario e tenerlo di parte.




Cottura:

In un wok o una pentola aggiungete olio e pureé di cipolla e aglio, curcuma e barbecue masala. Fatelo friggere per circa 2-3 minuti sul fuoco alto finché la miscela inizia a staccarsi dai lati della pentola.




Aggiungete le seppie alla miscela e cucinateli per circa 5 minuti, mescolando molto spesso per evitare che si attaccano alla pentola.




Aggiungete il metà del latte di cocco, polpa di pomodoro, polpa di tamarindo, sale, peperoncino e zucchero. Mescolatelo per 3-4 minuti.




Ora aggiungete il resto del latte di cocco e mezzo bicchiere d'acqua. Quando il liquido comincia a bollire, abbassate il fuoco e lasciatelo cucinare scoperto per circa 10 minuti.




Se volete la salsa densa, aggiungete meno acqua o magari lo lasciate cucinare per un altro po' affinché il liquido si assorbe, invece se lo dovete mangiare con riso in bianco, magari potete aggiungere più acqua per avere una salsa più liquida per bagnare il riso. Spargete sopra il coriandolo fresco, se vi piace e il piatto è pronto.




Come potete vedere, il mio coriandolo non era molto fresco. Non sempre lo trovo al negozio asiatico vicino al mercato delle erbe (Bologna), allora quando lo trovo, separo le foglie e li tengo congelato. Per cui cordiandolo non era croccante, ma mi piace il suo gusto e suo profumo anche se conosco qualcuno che lo odia.

Io l'ho fatto con la salsa molto densa e cremosa, era ottimo! Questo modo di cucinare con piccole variazioni è comune in molti paesi dell'Asia compreso lo Sri Lanka, Birmania e Tailandia, ma in India lo fanno così sopra tutto al sud.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...