mercoledì 10 dicembre 2008

Zuppa di Tamarindo e Cocco

Questa non è una ricetta indiana, è una ricetta tailandese (zuppa Tom Yum) ma senza alcuni ingredienti fondamentali della cucina tailandese che ho sostituito con alcuni ingredienti indiani.

E’ una zuppa acerba, dove 3 ingredienti – pomodoro, tamarindo e limone, contribuiscono alla costruzione del gusto acerbo.

In Italia il gusto acerbo non fa parte normale delle ricette se non l’insalata condita con l'aceto o con il limone. Altrimenti non mi ricordo di aver assaggiato un piatto italiano del gusto acerbo. Invece in India, il gusto acerbo occupa uno spazio particolare nell’immaginario popolare. Secondo le credenze popolari, è il gusto amato dalle donne incinta. E’ anche un gusto importante per gli snack o le merendine salate. Avevo assaggiato la zuppa Tom Yum in Tailandia e ho voluto provare a ricreare quel gusto acerbo, ma con qualche variazione personale.

Ecco gli ingredienti che ho usato per questa ricetta:

  • una cipolla rossa, 2 spicchi di aglio, un peperoncino verde (non piccante), un cubetto di zenzero (circa 2 x 2 cm)
  • un quadrato di tamarindo (4 x 4 cm) lasciato in acqua calda per circa 20 minuti
    un cucchiaino di semi di cummino, sale secondo i gusti personali, 1 cucchiaio di olio di semi
    2 pomodori pelati, una scatola di latte di cocco (400 ml), 1 cucchiaino di brodo granulare al gusto verdure
  • 200 gm petto di pollo tagliato a strisce
  • 50 gm di spaghetti cinesi o tailandesi o asiatici (ho usato quelli dello Sri Lanka)
    1 limone




Metodologia:

Frullare cipolla, aglio, peperoncino e zenzero per avere un puré.

Scaldare olio e semi di cummino in una pentola anti aderente per circa 1 minuto, aggiungere il puré di cipolla, aglio, ecc. e mescolare bene sul fuoco alto per altri 2 minuti. Aggiungere i pomodori pelati, brodo granulare e cucinare per circa 3-5 minuti, mescolando il tutto periodicamente.

Aggiungere il latte di cocco e sale, lasciare a cuocere sul fuoco basso per circa 5 minuti.

Arrostite o friggete a parte le strisce di pollo e poi tagliateli in piccoli pezzettini croccanti, teneteli da parte. (Per un piatto vegetariano, potete sostituire il pollo con le patate).





Schiacciate bene il tamarindo nell’acqua e passate la miscela da un passino per separare le parte solide e avere una salsa di tamarindo. Aggiungete questa salsa alla pentola e mescolatela bene.

Adesso aggiungete il pollo e spaghetti asiatici, lasciateli cucinare per circa 2 minuti e togliete la zuppa dal fuoco. Aggiungete il succo di 1 limone e servite la zuppa calda.

Eventualmente potete preparare la zuppa fino all’aggiunta di Tamarindo in anticipo e lasciatelo riposare. Quando è ora di servire, fatelo scaldare, aggiungete pollo e spaghetti e alla fine il limone.



E’ un piatto fresco e appetitoso, pieno di vitamina C.

domenica 30 novembre 2008

Batata poha

La ricetta di oggi viene da Mumbai, la capitale dello stato di Maharashtra nel centro ovest dell'India. Purtroppo in questi giorni la città di Mumbai è diventato il triste teatro di un attacco terroristico, ma sono sicuro che la gente di Mumbai riuscirà a superare questi giorni difficili. Per ricordare gli amici e parenti che vivono in questa bella città, ho pensato che forse oggi vi potevo presentare una ricetta semplice ma molto carina - la ricetta di Batata poha, ciò è patate con riso schiacciato.




E' una ricetta vegeteriana e di solito lo si mangia come uno snack a meta mattinata o per colazione.

Ingredienti: vi serve Poha o il riso schiacciato (detto anche "pawa") per questo piatto. Nei negozi asiatici troverete Poha di diverso spessore - per questa ricetta va meglio la varietà media, "Medium Pawa". Oltre a 2 tazze di poha, per 4 persone vi serviranno i seguenti ingredienti: 1 patata sbucciata e tagliata a cubetti piccoli, mezza cipolla tagliata fine, mezzo peperoncino verde tagliato a pezzettini (opzionale), 1/2 cucchiaino di semi di mustarda, 1/2 cucchiaino di polvere di curcuma, 1 cucchiaio di olio di semi e sale secondo i vostri gusti e 1 limone.





Come si fa: Mettete poha dentro un passino e bagnate bene sotto acqua il tutto per circa 1-2 minuti, lasciatelo sgocciolare.

Cucinate i cubetti di patate in un forno a micro onde per circa 2 minuti.

Aggiungete curcuma e sale al poha e mescolate lì bene e tenete la miscela da parte





In un wok anti aderente (wok è una pentola con fondo un po' profondo ma forse va bene qualunque pentola anti aderente), aggiungete olio e semi di mustarda e mettetelo su fuoco alto finche sentite lo scricchiolio dei semi che si scoppiano. Aggiungete cipolla e peperoncino, mescolate il tutto per circa 1 minuto, aggiungete le patate semicotte, mescolate il tutto per altri 2-3 minuti. Aggiungete 2 cucchiai di acqua al wok, abbassate il fuoco e coprite il wok con un coperchio per circa 5 minuti.




Aggiungete il poha bagnato al wok, alzate la fiamma e mescolate il tutto per circa 5 minuti. Togliete la pentola dal fuoco. Quando si è raffreddato un po' aggiungete il succo di limone. Batata poha è pronta da mangiare.
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mercoledì 3 settembre 2008

Imli Mushrooms (Funghi al Tamarindo)

Parlavo con un mio collega di lavoro, il quale mi raccontava della proposta di affitto ricevuta da un gruppo di persone del Bangladesh. Queste persone vogliono aprire una rosticceria indiana-bengalese sotto la sua casa.

Mi sono ricordato di un film di Bollywood, uscito circa 30 anni fa che si chiamava, “Ik duge ke liye” (Fatti l’uno per l’altro), una storia di amore tormentata e tragica tra un ragazzo dello stato di Tamilnadu con una ragazza del Pungiab. Il Pungiab si trova nel nord dell’India e il Tamilnadu nel sud dell’India. Anche se si parla spesso della “cucina indiana”, di fatto non esiste nessuna “cucina indiana”, esistono tante cucine indiane, una diversa per ogni regione dell’India. I piatti che si trovano nella maggior parte dei ristoranti indiani (anche quelli gestiti dalle persone del Pakistan e del Bangladesh) sono spesso i piatti di una cucina molto specifica del nord-ovest dell’India. In questo film, le due famiglie odiavano gli odori che venivano dalla cucina dell’altra famiglia.

Se due famiglie da due diverse parti dell’India, non sopportano gli odori delle reciproche cucine, come fanno gli europei a sopportare questi odori? Conosco vicini che odiano l’odore di cipolla fritta che viene dalla casa dei loro vicini bengalesi. Forse anche i nostri vicini hanno problemi quando decidiamo di cucinare all’Indiana?

Comunque consigliai il mio collega di andare a mangiare in un ristorante bengalese e sentire bene gli odori prima di decidere se voleva averli sotto la sua casa tutte le sere.

La ricetta di oggi ha il tamarindo, una materia usata rare volte nelle varie cucine del nord dell’India, invece lo si usa molto più spesso nel sud dell’India. Questa ricetta viene dalla cucina di Chettinad, una regione dello stato di Andhra Pradesh nel sud est dell’India. La cucina di Chettinad è caratterizzata da 3 ingredienti – aglio, pepe nero e tamarindo.

Da bambino amavo mangiare il tamarindo. Il frutto di tamarindo cresce sugli alberi che si somigliano nella forma ad un’acacia e il frutto somiglia ad un lomento di fagiolini verdi, ma ha la scorza più spessa e dura. Quando il frutto è maturo la scorza diventa marrone e secca. Dentro il frutto c’è una polpa color marrone scuro o quasi nero, molto densa e fibrosa con tanti semi di medie dimensioni nascosti dentro la polpa. Se mangiato crudo, la polpa di tamarindo ha un gusto molto forte, un gusto dolce e amaro allo stesso momento, che si può paragonare al gusto del limone, anche se i due gusti sono completamente diversi.

Mentre preparavo questo piatto, ho ceduto alla tentazione di leccarmi le dita coperte dalla polpa di tamarindo e insieme al forte gusto ho sentito un fremito di piacere mescolato alla nostalgia che mi ha riportato subito alla mia infanzia!

Ora, basta con le chiacchiere e andiamo a parlare della ricetta. La ricetta originale di Chettinad è molto piccante, ma la mia variazione della ricetta lo è molto meno.



Ingredienti: Una cipolla, 2 spicchi di aglio, un peperoncino verde (opzional), olio di oliva, funghi tagliati a fette non molto sottili (circa 500 gm), tamarindo (circa 2,5 cm quadrato), sale secondo i gusti e personali e pepe nero.

In una coppetta, lasciate il pezzo del tamarindo al bagno in qualche cucchiaio di acqua calda.

Preparazione: Mettete sul fuoco 1 C di olio, aglio, cipolla e peperoncino tagliati a pezzettini e fateli rosolare per circa 1 minuto. Aggiungete i funghi, il sale e il pepe nero secondo i vostri gusti.

Uscirà l’acqua dei funghi, lasciate il tutto sulla fiamma bassa affinché l’acqua si asciughi.

Con un cucchiaio mescolate il tamarindo nella coppetta affinché la polpa sia mescolata bene con l’acqua e ora versate i contenuti della coppetta in un piccolo passino da thé sopra i funghi. Solo l’acqua del tamarindo (senza i semi e le fibre) andrà nei funghi. Alzate la fiamma e mescolate i funghi per 1 minuto.

Sono pronti i funghi al tamarindo.